Curiosità

Presidente, ci mostri la laurea

18 giugno 2016 Sputnik Foto: Sputnik Francois Mori/AP PHOTO

ISTANBUL - Nella biografia ufficiale del presidente turco Recep Tayyip Erdogan ci sono incongruenze che fanno pensare che il capo di Stato turco non sia laureato, scrive il quotidiano tedesco "Frankfurter Allgemeine Zeitung".
In particolare nella biografia di Erdogan si afferma che ha studiato presso l'Università di Marmara, laureandosi in "Economia e Management" nel 1981.
L'ateneo esiste, ma ha avuto questa denominazione solo 1 anno dopo, scrive il giornale tedesco.
Secondo la legge turca, il presidente deve essere laureato. A riprova del fatto che Erdogan abbia seguito il corso di studi, l'attuale rettore dell'Università prima del voto aveva pubblicato la fotografia del suo diploma di laurea.
Allo stesso tempo la commissione elettorale turca non riesce a rispondere alla domanda perché il presidente non abbia fornito il documento originale per la verifica, come prescritto dalla Costituzione. Inoltre il nome dell'Istituto nella foto non corrisponde a quello specificato nella biografia del presidente turco. L'associazione dei professori universitari della Turchia ritiene che il diploma di laurea possa essere un falso.
L'ex procuratore Emer Farouk Eminagaoglu aveva presentato un'istanza alla commissione elettorale e alla Procura Generale di Ankara, per far decadere Erdogan dalla carica di presidente, nonché dichiararlo incandidabile per le elezioni politiche, se confermati questi sospetti. Tuttavia il fascicolo è stato archiviato.
Il fatto che l'esposto sia stato bloccato, secondo l'autore dell'articolo, non è sorprendente. I professori che hanno deciso di opporsi ad Erdogan o che sono in disaccordo con il presidente rischiano di essere severamente puniti. Il giornale tedesco ricorda che in precedenza i docenti dell'Università di Istanbul erano stati arrestati con l'accusa di sostenere il terrorismo dopo che avevano fatto un appello al governo "per fermare la carneficina e la repressione" nel sud-est del Paese e tornare al tavolo dei negoziati per una soluzione pacifica della questione curda.