Notiziario d'ambasciata

Notiziario d'Ambasciata N. 8

   NOTIZIARIO D'AMBASCIATA Lunedì, Aprile 13, 2015  N. 8
ANKARA - Ambasciata d'Italia
27/03 - 13/04/2015 Turchia. Via libera alla seconda centrale nucleare - Il 1° aprile, il Parlamento turco ha accettato un accordo internazionale tra la Turchia e il Giappone per la costruzione della seconda centrale nucleare del Paese. Con l’approvazione, è stato creato il quadro giuridico per la realizzazione della centrale nella provincia settentrionale di Sinop, che è stata assegnata ad un consorzio nippo-francese nel maggio del 2013. I gruppi giapponesi <Mitsubishi Heavy Industries Ltd> e <Itochu Corporation> con il gruppo energetico francese <GDF SUEZ> costruiranno la centrale di 4.800 MW per un costo stimato di 22 miliardi di dollari. L'impianto sarà operativo con reattori ATMEA1 sviluppati da <MHE> e la società francese <Areva>. La prima centrale nucleare in Turchia sarà costruita dalla russa <Rosatom> ad Akkuyu, nella provincia meridionale di Mersin.   Telecomunicazioni: i cittadini turchi spendono 13.3 miliardi di dollari nel 2014- Secondo l’Autorità per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Btk), nel 2014 i turchi hanno speso in telecomunicazioni più di 13.3 miliardi di dollari, 1.1 miliardi di dollari in più rispetto al 2013. Il rapporto sostiene che oltre l’80% del totale è stato speso per le quattro più importanti aziende di telecomunicazione della Turchia. Le entrate di queste aziende (provider di rete fissa <Turk Telekom> e i fornitori di telefonia mobile <Turkcell>, <Vodafone> e <Avea>) sono aumentate dell’8.6% annuo, raggiungendo i 10.1 miliardi di dollari. L’utile delle aziende ha raggiunto i 2.9 miliardi di dollari, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente. Il numero di abbonati di telefonia mobile in Turchia ha raggiunto i 72 milioni nel 2014, con più di 57 milioni di abbonati 3G. Il tasso complessivo di penetrazione nel mercato è stato pari al 93.8% nel 2014. Previsioni di crescita del 34% per i passeggeri del trasporto aereo - La direzione generale turca degli aeroporti statali (Dhmi) mira a portare a 233 milioni il numero di passeggeri entro il 2017, 34% in più rispetto ai 166 milioni del 2014, nonché ad aumentare i movimenti aerei dagli 1.6 milioni ai 2.1 milioni (+25%). Il numero totale di passeggeri in transito è aumentato del 12.4%, dai 166 milioni dell’anno scorso ai 187 milioni di quest’anno. Questa cifra dovrebbe aumentare ancora del 9.8% a 205 milioni l’anno prossimo. Il numero di passeggeri nazionali, che era di circa 85 milioni lo scorso anno, dovrebbe raggiungere quasi 117 milioni con un aumento del 37%. Si prevede per il 2017 un numero di passeggeri internazionali di 105 milioni in più rispetto al 2014 (+ 31%). Il movimento totale di merci, che era intorno ai 2.86 milioni di tonnellate in tutti gli aeroporti in Turchia, dovrebbe raggiungere gradualmente 3.2 milioni di tonnellate nel 2017.   Turismo sanitario in aumento - Secondo l’Istituto di statistica turco, più di 400 mila persone si sono recate in Turchia per trattamenti sanitari nell’anno scorso, un aumento del 75% rispetto al 2013, generando un fatturato vicino al miliardo di dollari. Nonostante la spesa pubblica per migliorare le infrastrutture e i trattamenti dell’assistenza sanitaria, è stato il settore privato a guidare la crescita. Il ministero della salute ha affermato che solo il 30% degli utenti ha ricevuto servizi dagli ospedali pubblici, il restante 70% ha utilizzato strutture private. La maggior parte dei clienti proviene dall’Europa e dal Medio Oriente.   La “Fiera Smirne” prende il via con grandi speranze - La più grande area fieristica in Turchia ha aperto ufficialmente le porte il 25 marzo, con la fiera internazionale del marmo e della pietra naturale “Marble”. I costi della costruzione della “Fair Izmir”, coperti dalla Municipalità metropolitana di Izmir, sono ammontati a 400 milioni di lire turche. L’area fieristica di 90.000 mq dispone di quattro aree al coperto e una esterna.     Lo studio legale <Postacýoðlu> sbarca a Milano 2015 - Lo Studio Legale <Postacýoðlu> di Istanbul, da più di cento anni solido punto di riferimento per gli imprenditori nazionali ed internazionali, da sempre abile interprete delle esigenze del mercato degli investimenti, ha supportato con successo i propri assistiti nella corsa verso l’esposizione universale dell’Expo Milano 2015. Nel mese di gennaio, infatti, il team costituito dagli avvocati Zeynep Cankan Ergünay ed Emmy Di Gioia capitanati dal titolare dello Studio, l’avvocato M. Etem Postacýoðlu, a seguito di una dinamica attività di consulenza giuridica svolta nell’interesse delle associate DDF Tan. Tas. Danýþ. Ve Org. Ýç Dýþ Ve Tic. A.Þ. e IDF Fuarcýlýk Uluslararasý A.Þ., basata sulla comparazione e sull’armonizzazione di entrambi i sistemi giuridici coinvolti, ha curato le contrattazioni sino alla conclusione dell’accordo con la società responsabile della costruzione del Padiglione Turco, il quinto più grande dell’area espositiva. Expo Milano, nei sei mesi di apertura dal primo maggio al 31 ottobre, ospiterà milioni di visitatori e 142 Padiglioni nazionali, secondo il tema “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”.   L’interscambio commerciale della Turchia a febbraio 2015 - Il confronto fra l’anno 2015 e l’anno 2014 conferma il trend discendente del debito commerciale della Turchia con il mondo, diminuito nel periodo considerato del 25.7%. Da 12 miliardi di dollari è difatti passato a 8.9 miliardi di dollari. L’export è diminuito del 3.4% (passando da 25.4 a 24.5 miliardi di dollari), mentre l’import è diminuito del 10.6%, passando da 37.5 a 33.5 miliardi di dollari. L’interscambio totale è diminuito del 7.7% (da 62.9 a 58.1 miliardi di dollari). Anche nei confronti della UE, il maggior partner commerciale della Turchia, che continua a rappresentare il 38.45% dell’interscambio totale del paese, il deficit turco è diminuito, passando da 2.2 a 1.4 miliardi di dollari (-34.9%). Le importazioni dalla UE sono passate da 13 a 11.8 miliardi di dollari (-9.11%,), mentre le esportazioni verso la UE da 10.8 a 10.4 miliardi di dollari (-3.88%,). Complessivamente l’interscambio Turchia/UE è diminuito del 6.74% e vale oggi 22,3 miliardi, contro i 23.9 miliardi di dollari del 2014. La graduatoria dei principali partner commerciali mostra al primo posto la Germania con 5 miliardi di interscambio (-11.8% rispetto all’anno 2014); al secondo posto la Cina, con 4.4 miliardi di interscambio; al terzo posto la Russia, con un interscambio complessivo pari a 4.3 miliardi di dollari (-19.6%), con 3.7 miliardi di import (-16.3%), 0,6 miliardi di export (-35.7%). L’Italia si posizioni al 6° posto con 2.6 miliardi di interscambio totale, -10.8% rispetto all’anno 2014, di cui 1.5 miliardi di import (-11.6%) e 1.1 miliardi di export (-9.6%). Nel periodo l’Italia si conferma quinto fornitore (dietro Cina, Russia, Germania e Stati Uniti) e quinto cliente dopo Germania, Svizzera, Regno Unito e Iraq. I prodotti più esportati della Turchia sono stati pietre preziose e semi-preziose, metalli preziosi, perle, bigiotteria (3.6 miliardi di dollari, +117.9% rispetto al 2014); autoveicoli, trattori e parti di ricambio (2.8 miliardi di dollari, +7.1%), macchinari e apparecchiature meccaniche (1.8 miliardi di dollari, -11.3%), abbigliamento ed accessori (1.3 miliardi di dollari, -12.9%), e ferro ed acciaio (1.2 miliardi di dollari, -23.3%). I prodotti più importati sono stati: combustibili minerali, oli minerali (7,1 miliardi di dollari, -23.7%); macchinari ed apparecchiature meccaniche (3.8 miliardi di dollari, -10.4%); macchinari di precisione ed attrezzature elettriche ed elettroniche (3 miliardi di dollari, +9.7%); ferro ed acciaio (2.6 miliardi di dollari, -6.2%); autoveicoli, trattori e parti di ricambio (2 miliardi di dollari, +13.5%).
  Gli investimenti diretti esteri a gennaio 2015 - Secondo i dati forniti dal ministero dell’economia e rielaborati da Ice Istanbul, gli investimenti diretti esteri nel gennaio 2015 sono ammontati a 1.791 milioni di dollari in aumento del 44.1% rispetto allo stesso periodo del 2014, quando avevano toccato i 1.243 milioni di dollari. Nel periodo considerato gli investimenti immobiliari sono diminuiti del -9.6%, attestandosi a quota 300 milioni di dollari, contro i 332 milioni di dollari del 2013. Nel primo mese del 2015 l’Italia ha investito 14 milioni di dollari, in flessione (-12.5%) rispetto allo stesso periodo del 2014, allorquando aveva investito 16 milioni di dollari. In Turchia sono operanti 1.211 imprese italiane, di cui 3 costituite nel mese di gennaio 2015. Fra i prýncipali paesi investitori figurano Olanda (221 milioni di dollari), Germania (20 milioni), Austria (11 milioni), Paesi del Golfo (5 milioni) e Francia (4 milioni). In totale operano in Turchia 41.699 imprese estere di cui 6.054 della Germania (14.5%), 2.774 del Regno Unito (6.7% del totale), 2.444 dell’Olanda (5.9%), 1.507 degli Usa (3.6%) e 1.211 dell'Italia (2.9%). Delle imprese estere operanti in Turchia, 24.612 sono basate ad Istanbul (59.0%), 4.444 ad Antalya (10.7%), 2.514 ad Ankara (6.0%) e 2.121 ad Izmir (5.1%). Il Pil turco è cresciuto del 2.9% nel 2014 -   Turchia: produzione industriale in aumento dell’1.7% a febbraio - La produzione industriale in Turchia è aumentata dell’1.7% a febbraio scorso rispetto al mese precedente e dell’1% su base annuale, secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica. Il maggior aumento mensile è stato registrato nel settore dei prodotti farmaceutici con un aumento del 10%, seguito dalla produzione di mobili (+8.1%), materiale elettrico (+7.2%), settore estrattivo e minerario (+5.8%), settore manifatturiero (+1.7%) e quello dell’elettricità, gas, vapore e aria condizionata (+0,8%). La produzione di mezzi di trasporto è scesa dell’11.7% a febbraio. A gennaio la produzione industriale aveva segnato il suo peggior risultato degli ultimi due anni, un calo del 2.2% rispetto allo stesso mese del 2014.   Le vendite al dettaglio aumentate del 2.9% dal 2014 - Secondo quanto riferito dall’Istituto di statistica turco, le vendite al dettaglio sono aumentate del 2.9% nel mese di febbraio, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite di prodotti alimentari, bevande e tabacco sono aumentate del 4.2% mentre le vendite di carburante dell’11%. Le vendite online sono salite del 47.5% rispetto allo stesso periodo nel 2014. Il volume delle vendite al dettaglio mensile è diminuito dello 0.7% nel mese di febbraio, con un calo delle vendite di computer, libri e attrezzature di telecomunicazione del 3%.